martedì 6 dicembre 2011

Scarpette rosse.

Riservo lo stesso trattamento a tutti ma a lui...no. A lui lascio annusare il mio profumo, lascio toccare i miei piedi e gli permetto troppo spesso di entrare nella mia vita reale. Questo mi confonde e questo è ciò che ogni volta davanti allo specchio mi rimprovero.  Ieri ho detto "no" e ho preferito incontrare MrLouis, che poi non lo so se si chiama così, però mi diverte ed è un gentiluomo tale che sembra uscito da un tempo lontano che non ho mai nemmeno conosciuto. E' giovane, elegante e sposato.  Sembra che ormai queste tre parole siano diventate un mantra che non cambia mai il suo schema ma che recitato più volte ti chiarisce perfettamente il problema.
Bello va bene
Elegante va bene
Sposato.....................e va bè...
Lui è fissato con la lingerie, proprio quello che io eviterei per non avere costrizioni di nessun genere, ma lui non può saperlo, lui non è LUI. Lui ama le scarpe alte ma non i piedi, lui ama quello che io ho indosso e non quello che le scarpe contengono. MrLouis adora il sushi e io invece non lo sopporto, mi fa tristezza. Eppure mi adeguo, non senza domandarmi ogni giorni e sempre più di frequente il perchè di tutto questo.
Fa freddo a Milano e cenare con un uomo che non riesce a catturare la mia attenzione se non per pochi istanti è noioso, per me e forse anche per quella mosca che ho inseguito con lo sguardo per tutta la durata del pasto. Non sono stata per niente gradevole, credo di aver anche sbuffato in un paio di occasioni, pessima Liz.
 

6 commenti:

  1. Elizabeth non è volata via ed io sono felice.
    Perchè io sia felice, non lo so; e mi chiedo:sono utili tutti questi perchè? Boooo! Io sono felice e basta.
    Cave Canem,
    Luca

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  2. Liz capisco quel che provi perche' anche io ci sono passata...chiedersi il perche' e' umano, le risposte sai gia' quali sono. Purtroppo smettere non e' smeplice specie se non si hanno concrete alternative per mantenersi. Ti auguro di trovare un Uomo (uso la U maiuscola non a casa) che sappia comprenderti e sostenerti...possibilmente fuori da questi giri di gente che cerca solo un divertimento effimero e noente altro. La storia di Pretty Woman che trova la via di uscita tramite un cliente e' solo un romanzo....anche io mi sono illusa...amaramente. Non c'e' scampo facendo questa vita, loro ti vedono e ti vedranno sempre e solo come una da incontri occasionali, forse alcuni saranno più "gentlemen" di altri dadoti l'illusione di una maggiore umanita' ma la sostanza non cambia...e secondo me una donna come te merita molto di piu'...un abbraccio...

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  3. Lungi da me fare la bacchettona di turno. Io personalmente considero il vendersi come il modo più bieco non di guadagnare denaro, ma di perdere la stima in sè stessi. E non è una questione di moralità. Il nostro IO ci farà compagnia tutta la vita, è l'unico che non ci lascia mai, è l'unico che morirà con noi. Il corpo si rovina, è destinato a spegnersi e consumarsi...ma la nostra anima e la stima che dovremmo avere in noi stessi, no. E non mi si venga a dire che fare del sesso a pagamento è un vendersi esclusivamente "corporale". Perchè sappiamo tutti che questa è una favola raccontata da chi non perdona a sè stesso il proprio masochismo, ai bambini, per farli dormire meglio. Ci si vende con il sesso a pagamento. Escort o puttane, sono la stessa cosa. Solo che le prime hanno il pappone (spesso il fidanzato, si sa) che le manda in giro piene di lividi e trattiene il 70% del loro guadagno. Le escort, se possibile, sono peggio: non hanno bisogno (come spesso le ragazze che vedo tutti i giorni sul bordo della strada) di vendersi. La loro è fame di denaro. Eppure sono istruite, mi dicono. Se lo fossero davvero credo che avrebbero una cosniderazione maggiore di sè e delle proprie potenzialità, del loro posto nel mondo. La categoria della "donna" viene bistrattata, spesso, per colpa delle prostitute. Che non sono solo quelle che vendono il proprio corpo. Ma anche quelle che lo vendono pensando, illudendosi di essere "lbere". Lo dico come donna, come donna orgogliosa di essere disoccupata, senza una lira, laureata, venticinquenne. Perchè IO sono libera davvero,perchè ho deciso che la strada più facile non è la migliore. Preferisco stimarmi e amarmi davvero, fino all'ultimo dei miei respiri e mai guardarmi indietro con rimorso o vergogna. Preferisco fare la fame piuttosto che vendermi a un uomo, mettermi in tiro per lui e lasciarmi toccare da mani estranee, lasciare che uno straniero entri dentro di me. Preferisco stimarmi, fino alla fine. Io non ho prezzo, la mia dignità non ha prezzo. Questa categoria di donne non dovrebbe esistere perchè sfrutta la debolezza degli uomini e contribuisce ad allontanarli dalle loro compagne. Il diversivo, ancorchè picevole, allontana dall'impegno....e il risultao qual è? Che tutte le donne sono puttane, ma gli uomini preferiscono quelle a pagamento. Che costino poco o molto non importa: ci si sente forse meno "indegni" ad andare con una che si fa pagare 1500 euro? Io credo che il livello di turpitudine e bassezza sia lo stesso. Povere puttane. Quelle vere.

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  4. Cara Anonima, ho pubblicato il tuo commento più per rispetto che per le idee che contiene e va bene così. L'anima non si vende, si regala. Non ho mai sostenuto di aver venduto la mia anima né tantomeno regalata a qualcuno. La fame di denaro invece è di tutti...imprenditori, casalinghe, impiegati, studenti, poveri e già ricchi. Il denaro piace a tutti, te compresa. Non è una questione di istruzione e nemmeno di intelligenza, è così e basta. Si chiama società. Eppure io, in un posto diverso da qui, sono riuscita a vivere di niente, senza rimpianti. No, mi dispiace, vendo ma non sono in vendita.

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